A lezione di Copywriting dal Piccolo Principe: un Post sui Post.

Francesca Cora Sollo - 27 marzo 2015
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Ci siamo: giorni e giorni a pensare a cosa scrivere dopo aver cercato per giorni e giorni tra hashtag ed unicorni sono arrivata ad una conclusione. Le radici sono fondamentali in ogni contesto. Riprendere dallo scaffale i miei libri preferiti e sfogliarli mi è servito per capire quali sono le regole che seguo per scrivere correttamente un post su un blog. 

L’ispirazione è arrivata, come al solito, da uno dei libri per bambini che amo collezionare: il Piccolo Principe. Sono una vera appassionata delle storie di questo bambino, della volpe (ma non dell’uva, preferisco la cioccolata!) e della passione che mette nel coltivare le sue rose.

I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: “Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?” Ma vi domandano: “Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?” Allora soltanto credono di conoscerlo. – Il Piccolo Principe

Leggere queste parole mi ha illuminata: stava parlando amici, di persone o di… blogging?

Sono sempre alla ricerca del metodo perfetto per scrivere un post sia per i post che scrivo quotidianamente sui blog che curo per diversi clienti che per migliorare quello che scrivo qui. Ottime risorse si trovano quotidianamente nelle case digitali di MySocialWeb, SocialMediaCoso, YourSmartAgency e sul blog delle emozioni di Ludovica de Luca.

Ognuno ha un proprio modo di intendere il blogging ed un filo sottile che lega mente, cuore e dita che scorrono sulla tastiera del Mac quando si scrive un articolo. Scrivere un post a modo mio (grazie caffè!) significa seguire pedissequamente le regole di copywriting del Piccolo Principe.

Parla con un amico

Tante condivisioni ed interazioni ti portano nuovi lettori: come li tratti? Io preferisco pensare che ogni nuova visita che Google Analitycs registra o ogni nuovo follower che decide di seguirmi su Twitter siano nuovi amici che mi vengono a trovare. Devo, quindi, trattarli bene. Chiunque tratta bene i suoi ospiti ed un blogger non può essere da meno.

Come si fa, ti starai chiedendo (o, se sei un bravo blogger, conoscerai già la risposta). Regole di buona convivenza, ecco il segreto: empatia, pazienza, voglia di condividere e… amore per il lavoro che fai! Le persone vogliono sentirsi a casa, vogliono un linguaggio semplice e diretto e SOPRATTUTTO non essere prese in giro. L’onestà di dire la propria, con coerenza e decisione, viene sempre apprezzata dal lettore perché una volta percepita la puzza di fuffah, la gente scappa. Il #karmadigitale non perdona, vero Cecilia? :)

L’essenziale è invisibile agli occhi

Le persone sono interessate alle cose essenziali: hanno poco tempo per leggere e quindi bisogna ridurre all’osso il testo e le informazioni contenute in esso. Nulla di più sbagliato. Essenzialità non significa togliere, ma aggiungere valore ad un contenuto. Nel webbe (come direbbe Monia) si è scritto già di tutto quindi (quasi) nessuno fa la scoperta dell’uovo di Colombo o dell’acqua calda: il vero valore lo dà la tua opinione, le cose interessanti che hai da dire a proposito di un argomento che ami e che ti appassiona (Eufemia sa bene come farti appassionare).  

Scrivi con passione, scrivi di quello che realmente conosci e non sbaglierai: non c’è refuso che tenga o commento negativo che possa toccarti se ascolterai gli altri, se accetterai con umiltà e consapevolezza le opinioni altrui e se ne farai tesoro. Leggi, elabora, ragiona, mettici il sale della tua zucca (o il sudore della tua fronte, come preferisci) e fai arrivare la tua voce al tuo pubblico.

Insegnami l’arte dei piccoli passi.

“Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre eternamente costretti a spiegar loro le cose.” (Piccolo Principe)

Esattamente come quando parla un bambino dobbiamo ascoltare attentamente cosa hanno da dirci i lettori quando hanno qualcosa da dirci. I blogger sono degli adulti: sanno sempre tutto (sono presuntuosi, vero?), sembra che scrivano dall’alto di un piedistallo e hanno sempre qualcosa da aggiungere. Difetti che però si chiamano PASSIONE. Proviamo a tradurli nel linguaggio del lettore:

  • presunzione: passione per le cose che ami
  • altezzosità: voglia di capire fino in fondo le cose
  • prezzemolino ogni minestra: voglia di confronto e di discussione

Le parole sono facili a prestarsi ai malintesi. Quindi, caro blogger, come la mettiamo? Dobbiamo trovare il giusto tono di voce e capire cosa ama la nostra rosa. Il come è facile (o almeno lo sembra!), basta porsi qualche domanda.

  •  quali sono gli interessi delle persone che ci leggono?
  • su di quali argomenti amano discutere con te?
  • quali sono le #cosebelle che fanno spuntare un sorriso?

Interrogarsi sulle risposte a queste domande e non sul mega-super-epic fail del brand di turno può aiutarti ad essere un blogger migliore e a scrivere di quello che davvero interessa alla gente.

‘Dove sono gli uomini?’ chiese il Piccolo Principe

Il copywriting (assieme allo storytelling) è l’arte di scrivere e di comunicare con le persone (oltre che con Google, non dimentichiamocene mai: ma questa è un’altra storia). Spesso ce lo dimentichiamo e scriviamo solo per noi stessi: ci lasciamo trascinare da quante condivisioni abbiamo generato e dalla reach raggiunta, dalle sessioni. Insomma, siamo ossessionati dai numeri. La reach è il sale della vita, direbbe qualcuno se fossimo in uno spot televisivo.

Non lo siamo. E quindi, ora che succede? Niente! Assolutamente nulla :) Ho solo due suggerimenti: conversare e condividere. Ti sembrerà un consiglio del cavolo ma per me è la strada giusta!

Devi solo parlare con le persone, fregandotene del resto. Un contenuto, infatti, se è buono fa da solo. In questo ci credo tanto, forte forte! Un contenuto di valore deve essere scritto per le persone, deve parlare delle cose che senti tue e, sopratutto, deve essere utile. Non come questo, eh, mi raccomando!

Coinvolgi le persone che ami e in cui hai fiducia (personalmente e professionalmente): non aver paura di mostrare stima. Se nella vita condividi con la tua cerchia offline (ne esistono di altre oltre quelle di Google Plus!) le #cosebelle che ti accadono e ti confronti continuamente con chi incontri in metro rompendogli le scatole con un discorso sul perché i dinosauretti sono fashion o del perché la vita è meravigliosa da quando Facebook ha deciso di metter su il Business Manager FALLO! Sii te stesso!

Perché mostrarsi diversi da quello che si è? Nella vita (e nel digitale) la verità è sempre la dote più apprezzata in un professionista. E tu lo sei, vero? :)

 

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