Come partecipare (e sopravvivere) ad un evento: a lezione dal Diavolo veste Prada

Cora - 23 febbraio 2017
Partecipare ad un evento- Manuale di Sopravvivenza

Quante volte ti sei chiesto perché la gente agli eventi è così figa invece tu ti svegli al mattino, ti guardi allo specchio ed inizi la giornata urlando? Semplice, non conosci il modo giusto di partecipare ad un evento e sopravvivere. Come al solito ci sono qui io che ti abbraccio forte, ti coccolo un po’, ti regalo qualche consiglio con un pacchetto di ironia allegato (mi raccomando, scaricalo il pdf altrimenti non puoi leggerlo da ogni dispositivo) e ti rispedisco con un bel calcio nel didietro nel fantastico mondo della realtà.

La gente è così figa agli eventi perché sa essere esattamente in quello stato di equilibrio mentale che passa tra un cervello al 2% della batteria ed un cuore che ha la ricerca perpetua del wifi. Insomma, una condizione di elevazione mentale tra il checazzostannoadì e il chi cavolo è questo adesso. Ce la puoi fare, scommettiamo? Come sempre, uno dei miei film preferiti può aiutarti ad essere davvero perfetto al prossimo evento a cui parteciperai.

Scommettiamo che il Diavolo veste Prada contiene le lezioni giuste per passare dall’essere la timida giornalista del cavolo (dimentica Anastasia di 5o sfumature di grigio, verde e rosso: Anna Hathaway la giornalista svampita sa farla sul serio) ad una virago degli eventi digitali. Una di quegli influencer che la febbra te la fa venire al solo guardarli. Scherzo,

l’influencer marketing è una cosa seria, partecipare agli eventi ed uscirne con nuove competenze, collaborazioni e contenuti da condividere, pure.

Cosa avrà mai da insegnarci Meryl Streep sugli eventi (oltre a fare speech fantastici contro Trump e lasciare tutti a bocca aperta?), scopriamolo insieme.

“Chanel, hai un disperato bisogno di Chanel!”

Il consiglio di Nigel alla Mary Poppins malvestita di turno è vitale per chi vuole partecipare ad un evento e tornare a casa con qualcosa di concreto tra le mani, oltre alla (solita) shopper con millemila gadget. Devi renderti presentabile ed indimenticabile. Essere, al contempo, te stesso e la versione migliore di te (magari rivisitata in dolby surround!). Una sfida che, se saprai accettare, superando i tuoi limiti e mantenendo i tuoi confini, ti porterà al nirvana del Personal Branding: essere strategicamente te stesso.

Batti tre volte le scarpette rosse, Dorothy. Ora ti spiego il segreto per diventare strategicamente te stesso. Hai presente quando stai per uscire con quel ragazzo che ti piace tanto e metti su tuo vestito più figo, sei fresca di parrucchiere e metti i tacchi? Bene, dimenticatelo. Non sei tu. Quella è la signora delle pulizie che si prova i tuoi vestiti quando tu non ci sei. Tu sei quella sfigata che, quando deve incontrare l’uomo (o la donna, altrimenti qui arrivano i vegani a lottare per la parità dei sessi) della sua vita, non sa che cavolo mettersi.

Ho indovinato? L’armadio è appena esploso sul tuo letto, un kamikaze si è appena gettato tra i tuoi capelli, annegando nel tentativo di salvarsi ed uno squadrone della morte, appena uscito da Azkaban, ha deciso di irrompere tra i tuoi trucchi. Insomma, sei perso, insicuro e hai bisogno della mamma. Ecco cosa fare in questi momenti di panico assoluto:

  • respira ed indossa qualcosa che ti fa sentire a tuo agio: l’abito è sì il tuo bigliettino da visita ma è anche quello che terrai su per tutta la durata dell’evento. Deve farti stare comodo (per le donne, evitate i tacchi alla Alexander Mc Queen e le paperine di Paperina, basta qualcosa che non faccia sanguinare il piede, per gli uomini, niente, basta che la scarpa non puzzi come un cadavere ambulante) ma, allo stesso tempo, piacerti.
  • trova qualcosa che racconti la tua storia e ti rende ciò che sei: può essere una pochette per la giacca, un paio di orecchini, una sciarpa. Tutti abbiamo una storia da raccontare ed un evento può essere un buon posto dove trovare nuove persone con cui incrociare il nostro cammino, professionale in questo caso. Racconta chi sei, cosa fai e dove vuoi andare (ed imparare) attraverso un dettaglio. Sarà il modo più facile per farti ricordare.
  • usa un dettaglio fuori dagli schemi: un altro modo (secondo me, complementare a quello del punto precedente) per farsi notare e ricordare dagli altri partecipanti ad un evento è catalizzare l’attenzione in modo differente dagli altri. La pochette che racconta la tua storia può essere fatta di un materiale unico oppure la tua camicia può essere davvero particolare. Non avere paura di osare, basta che sia un dettaglio e non Anna Russo scesa in terra. Se non sai chi è Anna Russo, cerca su Google “Fescion Shawa“: ti salverà la vita nei momenti peggiori.

Un esempio: il look di Salvatore Russo al Seo&Love è il perfetto esempio di quello di cui ti parlavo. Una mise classica che lo rendeva sicuro di sé (sì, Salvo, eri figo), la pochette di CucimiMilano che raccontava tutta la storia dell’evento e i calzini Happy Socks che spiccavano così rossi da far sanguinare gli occhi. Applausi.

Perché come, ancora, ricorda Nigel ad Andy: «Sì, hai ragione… in fondo questa industria multimiliardaria gira intorno a questo… Alla bellezza interiore!»

Essere strategicamente se stessi significa questo: trovare un equilibrio di elementi che ti rappresentano, non ti lascino passare inosservato e che raccontino ciò che sei. Senza strafare, ma senza nemmeno essere trasparente. Te stesso, appunto, con qualche piccolo aggiusto. Applica lo stesso principio alla tua comunicazione ed avrai vinto!

«Floreale? In primavera? Avanguardia pura.»

Tutti, quando si partecipa ad un evento, cercano di trovare argomenti sempre nuovi per formarsi. Insomma, formarsi per non fermarsi mai. Selezionare, in un mare mosso di speech e di speaker, quelli giusti sembra essere impossibile, vero? Voglio vederli tutti, e se perdo qualcosa di importante e se lì incontro l’account dei miei sogni e me ne vado da questa agenzia di merda. Ferma la scimmia impazzita nel tuo cervello, fai un bel respiro e seleziona.

Prendi letteralmente carta e penna e cerchiamo di capire insieme quali sono gli eventi giusti per te e poi quali sono i moduli da seguire (nel caso in cui l’evento prevedesse tanti workshop e relatori interessanti in contemporanea come, un evento a caso, il prossimo Inbound Strategies) o su quali speech porre più attenzione e quali poter saltare per una pausa caffè.

  • segui il tuo istinto: qual è il tuo campo d’azione? Quali sono gli argomenti che ti appassionano di più? Se senti la parola Facebook ADS impazzisci? Allora evidentemente è il tema da approfondire! Segna.
  • a quale livello di super Sayan appartieni: in base al tuo livello di specializzazione (niubbo, lurker, supereroe) puoi selezionare i workshop più adatti a te. Se ti occupi di Google Adwords allora non puoi saltare un intervento a tema, altrimenti Cristian Grey al confronto del tuo capo sarà un agnellino al tuo ritorno in ufficio.
  • in base al contenuto: ti succederà di trovarti di fronte a mille e più scelte. Ciascun modulo dell’evento o intervento pronto a saltarti addosso come un bradipo in presa ad una crisi adrenalinica. Normale amministrazione: rilassati, leggi il contenuto proposto e se ti interessa e ti incuriosisce, inseriscilo nella tua agenda-evento.

Una scelta ponderata su un nuovo tema, una per approfondire un contenuto che già conosci, un’opzione fatta col cuore: mi sa che abbiamo tutto quello che ci serve per partecipare ad un evento concreto e portare a casa nuove competenze da sfoggiare alle cene di famiglia. Non farti cogliere impreparato dalla domanda della donna, partecipa all’evento giusto e non temerai più amici e parenti! 

«Io sento questo. E vorrei sentire questo.»

Ovvero cosa aspettarsi da un evento. Come esseri umani, siamo sempre ricchi e saturi di aspettative. Verso l’amore, la vita, gli eventi a cui partecipiamo. Per cui paghiamo per partecipare (se riesci ad entrarci gratuitamente, contattami in privato e spiegami come fai, dividiamo!). Ci aspettiamo, insomma, una bella storia da ascoltare. Il marketing, infatti, non è tanto quello che si dice, ma quello che si fa. In pratica, se partecipo ad un evento voglio che ne sia valsa la pena.

I motivi per partecipare ad un evento sono tanti, così come sono tante le cose da aspettarsi:

  • qualcosa di nuovo (da imparare, da conoscere, da vedere)
  • aumentare le proprie conoscenze (sia in senso figurato che relazionale)
  • acquisire esperienza sul campo (partecipo per imparare a fare)
  • professionalità, competenza, qualità ed attenzione ai dettagli.

Partecipare ad un evento è, quindi, in fin dei conti un investimento. Emotivo (devi essere ben predisposto ad imparare), relazionale (mettersi in gioco per costruire il proprio network per favorire sia nuove relazioni che nuove collaborazioni professionali) ed economico (un conto è se l’evento viene fatto nel bar sotto casa, un’altra storia è se si scelgono location super-fighe come Verona per il Seo&Love e Milano per l’Inbound Strategies). Bisogna quindi valutare attentamente quando si sceglie un evento, passando in rassegna tutti questi fattori.

«Chiedo la luna, per caso? Non credo.» Miranda Pristley ha ben chiaro cosa chiedere ai suoi collaboratori. La luna.

Sicuramente, allo stesso tempo, è importante cercare di farsi un’idea chiara di quello che si sta andando ad ascoltare all’evento che abbiamo scelto di seguire. Spazio quindi alle chiacchiere! Sì, hai letto bene. Non sono ancora caduta dal letto, stamattina. Le chiacchiere: un confronto con chi parteciperà all’evento insieme a te, qualche domanda mirata su dubbi o perplessità agli organizzatori, persino qualche richiesta diretta a chi interverrà come relatore. Non aver paura di chiedere, ne hai il diritto (e magari puoi già cominciare a tessere una relazione che, grazie ai social network, può diventare reale). Le migliori collaborazioni, te lo assicuro, cominciano davanti allo schermo, passano per un caffè in stazione e si definiscono con un preventivo. Mica male!

«Amo il mio lavoro. Amo il mio lavoro. Amo il mio lavoro.»

Quando si sceglie di partecipare ad un evento, tutto il tuo mondo si ferma (in teoria). Tutta la tua attenzione deve essere massimizzata all’ascolto, alla voglia di crescere professionalmente e all’intensità delle tue preghiere di beccare l’amministratore delegato dell’azienda da cui volevi farti notare piuttosto che dall’agenzia figa a cui volevi proporti come stagista non retribuito.

Insomma, chi farà il lavoro al posto tuo mentre tu non ci sei? Semplice, tu in anticipo! Se non sei Ivano di Biasi che ha un super team di gente qualificata che lo supporta o non hai una Giulia Bezzi per fUn numero uno, decisamente potrai delegare tutto quello che i tuoi clienti si aspettano che tu faccia (soprattutto se sei un freelance). Quindi, come si fa?

Tranquillo, ho una lista puntata anche per quello, non preoccuparti!

  • organizzati: ma quanto sei intelligente, Cora! Sì, lo so. Sono fantastica!
  • programma tutto il programmabile (fai sanguinare PostPlickr o Buffer, decidi)
  • anticipa tutto: scrivi come un dannato notte e giorno.

Ci tieni a venire all’Inbound Strategies ed eventi altrettanto fighi? Preparati. Tanto il Seo&Love 2018 è vicino, siamo in tempo per prepararci adeguatamente!

«Scommetto che un milione di ragazze ucciderebbe per quel lavoro.»

Quando partecipi ad un evento ti aspetti di vivere un’avventura straordinaria. Spesso (almeno questo è quello che capita a me), sono un’Alice nel Paese delle Meraviglie. La riuscita di un evento è nascosta proprio qui, in una piccola differenza tra un luogo dove ascoltare interventi ed assistere a workshop o partecipare ad uno spettacolo straordinario dove ogni speech è una storia meravigliosa ed ogni laboratorio è un’esplosione di conoscenza e contenuti che non si può fermare.

Un evento a cui vale la pena di partecipare è quello che ti fa venire un milione di idee ancora prima di parteciparvi.

E quando hai una voglia matta che sia già quel giorno, hai scelto mesi prima cosa mettere, di cosa parlare, quali panel seguire, con chi passare la pausa caffè e da chi subire una denuncia per stalking che si fa? Ovviamente ho preparato una to-do list anche per quello. (Sì, ho rotto i coglioni con le bullet list, lo so).

  •  avvisa tutti che sarai lì: l’entusiasmo va condiviso sempre! Comunica che sarai presente all’evento, condividi la tua agenda della giornata, chiedi consiglio agli altri partecipanti su dove cenare (magari proponi di andarci insieme, sarà un’ottima opportunità di networking), inizia a relazionarti con chi terrà speech e seminari, anticipando magari qualche domanda.
  • porta un amico o un collega: andare da soli agli eventi è un po’ triste, ammettiamolo senza fare troppi giri di parole. Chiunque, insieme ad una persona di cui si fida, con cui si diverte e – magari – con il quale condivide anche lavoro o interessi, vive meglio una o più giornate di formazione.Sarà anche più facile relazionarsi con gli altri partecipanti: saprà sempre quando è il momento migliore per la pausa caffè!
  • fissa i tuoi obiettivi e preparati a trarre il meglio: secondo la legge d’attrazione, se fissi uno o più obiettivi e li visualizzi, l’universo accoglierà la tua richiesta e farà di tutto (come una stalker impazzita) per esaudire i tuoi desideri. Ora, tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci abbracci e ci dica che l’evento sarà esattamente come lo abbiamo immaginato. Non è così: un relatore ci deluderà, la fila per il pranzo sarà interminabile, il nostro vicino di “banco” rumoroso. Concentriamoci solo sul meglio che possiamo avere. Un suggerimento che mi ha portato fortuna al Seo&Love è stato preparare una visual board dell’evento: cosa volevo ottenere, da chi e cosa volevo imparare. Beh, si sono avverati quasi tutti i miei obiettivi. Basta sapere che tra qualche settimana sarò nel team di Inbound Strategies!

Sei pronto per partire per la prossima avventura, tra formazione e networking?

«C’è un motivo per cui il mio caffè non è arrivato? È morta per caso?»

Partecipare ad un evento è sempre un’avventura, te l’ho già detto. Fare networking torna davvero utile per il tuo lavoro, che sia in agenzia o da freelance (o se ancora un lavoro non ce l’hai). Come sfruttare al massimo quest’opportunità evitando di sembrare il lupo cattivo di Cappuccetto Rosso e gli Insoliti Sospetti, sempre a caccia?

Durante e dopo l’evento, invece, non aver paura di fare domande. Qui non valgono le parole di Emily ad Andy «Non si chiede mai niente a Miranda, è chiaro?». Il confronto e la conversazione sono fondamentali per creare una relazione con la persona che si ha davanti, relatore o “semplice” partecipante che sia. Chiedi sempre, non aver paura di sembrare stupido, fuori luogo o impreparato.

«Sai, sto facendo una nuova dieta. È molto efficace, non mangio niente. E poi quando sento che sto per svenire, butto giù un cubetto di formaggio.» è il nuovo evita di fingerti qualcun’altro. 

Non sforzarti di essere chi non sei. Qualche chilometro più in alto ti ho parlato di essere strategicamente te stesso. Intendevo proprio questo: non mostrare di essere ciò che non sei, non inventare competenze solo per far colpo con chi hai davanti (credimi, se sei una scimmia, scimmia rimarrai), dì chiaramente senza troppi giri di parole quello che fai. Insomma, rilassati e parla solo di quello che ti compete, rischia con argomenti nuovi ma solo per imparare, metti in mostra solo i tuoi risultati. I fatti parleranno per te, meglio di mille pugnette che potresti inventarti.

 «Gabbana​ ​con​ ​una​ ​o​ ​due​ ​b?»

Carissima​ ​is​ ​the​ ​new​ ​non​ ​mi​ ​ricordo​ ​chi​ ​cavolo​ ​sei.​​ ​Mi​ ​è​ ​capitato​ ​personalmente di​ ​dimenticare​ ​a​ ​casa​ ​(a​ ​Napoli,​ ​a​ ​centinaia​ ​di​ ​chilometri​ ​dalla​ ​location​ ​dell’evento, Verona,​ ​Seo&Love,​ ​Universo)​ ​i​ ​miei​ ​occhiali​ ​da​ ​vista.​ ​Ora,​ ​persino​ ​il​ ​mio​ ​logo​ ​ha​ ​gli occhiali​ ​da​ ​vista.​ ​Capirai​ ​bene​ ​quale​ ​sia​ ​stato​ ​il​ ​mio​ ​grosso​ ​(e​ ​grasso)​ ​problema. Nessuno​ ​mi​ ​ha​ ​riconosciuta.​ ​Problema​ ​di​ ​personal​ ​branding?​ ​Sì,​ ​di​ ​nuovo​ ​grande (e​ ​grosso)​ ​problema.I​ ​miei​ ​occhiali​ ​sono​ ​parte​ ​del​ ​mio​ ​brand.​ ​​Renditi​ ​riconoscibile​, seguendo​ ​magari​ ​le​ ​regole​ ​che​ ​ti​ ​ho​ ​suggerito​ ​nei​ ​paragrafi​ ​precedenti​ ​e soprattutto,​ ​applica​ ​lo​ ​stesso​ ​principio​ ​agli​ ​altri.​ ​Se​ ​non​ ​ti​ ​ricordi​ ​di​ ​una​ ​persona,​ ​sii gentile e chiedi il suo nome con eleganza. Sicuramente sarà più carino di sentirsi chiamare tutta la giornata “carissima” anche se ti chiami Cora, fidati!

Per ovviare all’inconveniente del non essere riconosciuti (ma sei più alto, più basso, più grasso, più figo in foto) attacca al badge il tuo bigliettino da visita. Sarà una soluzione simpatica e pratica! A me è successo al WMF2015 di progettare, proprio per evitare l’imbarazzo del non-mi-ricordo-di-te, un simpatico gadget dove semplicemente riportavo chi ero (Social Muffin) e il mio modo di fare web:

Un abbraccio è un grande dono, taglia unica, ed è facile per lo scambio.

«Sei pregata di disturbare qualcun altro con le tue domande.»

Non essere arrogante, supponente o acido. A nessuno piace chi se la tira troppo. Puoi permetterti di essere snob solamente se lo sei sul serio (ed anche il quel caso, non meravigliarti se nessuno ti caga). Io sono dell’opinione che l’umiltà (non il nascondersi, son due cose differenti: nell’ombra non rischi e non ti nota nessuno) vada di pari passo con la bravura e la professionalità. E non tollerarla da nessuno, l’arroganza. Fai tutte le domande che ti senti di fare, presentati a chi vuoi conoscere assolutamente o semplicemente ti ispira fiducia. Se si tireranno indietro, fa nulla, non sanno cosa si sono persi evidentemente!

«Tutti vogliono essere noi.»

Che tu sia un relatore o un partecipante all’evento, poco importa. Influencer o sconosciuto, tutti avranno bisogno di una pausa caffè o di andare al bagno. Non esiste momento migliore per fare networking! Le pause sono l’attimo da cogliere per presentarsi e per attaccare bottone con chi ci interessa, fare nuovi incontri o consolidare collaborazioni già esistenti. Il passo successivo è quello di scambiarsi il bigliettino da visita: non farti cogliere impreparato! Devi diventare il business card distibutor più veloce del web.

La parte più bella di un evento è sempre quella in cui c’è qualcuno in pausa che grida, come un quarantenne imbruttito, “Kafffèèèè” ed una frotta di persone che si aggrega: quello è il networking più puro. Il caffè unisce tutti, dal nord al sud. Sfrutta questi momenti per trainare le persone con cui vuoi scambiare due chiacchiere. Non rifiuteranno di certo un caffè offerto, garantito.

«Ok, è tosta. Però se Miranda fosse un uomo, nessuno la vedrebbe come la vedono, e direbbero solo quanto è in gamba nel suo lavoro.»

Non parlare male di nessuno, fallo per carità. Hai davvero necessità di criticare l’evento in modo poco costruttivo o di sparlare dello speaker di turno solo perché ti sta sulle balle? Intanto, renditi conto che è tutta pubblicità negativa per te, non per loro. A meno che tu non ti stia confrontando su risultati del lavoro del tuo collega (unica cosa che nel digitale si può discutere) non puoi contestare negativamente una sua idea senza avere solide basi. La scusa mi sta antipatico non regge, non siamo al liceo. Anzi, essere professionale è soprattutto saper essere superiori a certe logiche da quattro soldi e tentare di parlare del proprio lavoro, non tanto di quello degli altri.

Esprimi il tuo parere su interventi, workshop e colleghi in modo onesto e rispettoso, senza mai scadere in quello che a Napoli si chiama inciucio! Potrebbe infatti accadere che:

Ho chiesto le tue referenze a Miranda e lei ha detto che sei stata la sua più grande delusione e che se non ti assumo subito… sono un idiota!

Non si tratta di non essere veri ed onesti ma di parlare solo di fatti, persone e dati di cui si conosce bene la fonte, la storia e soprattutto, i retroscena, di una data situazione. A volte, la più grande dimostrazione di professionalità è il silenzio o, se proprio abbiamo qualcosa di cui parlare, un confronto costruttivo. Le polemiche non servono a nessuno.

Le relazioni umane e professionali che costruisci agli eventi sono funzionali alla tua vita ed al tuo lavoro, soprattutto se sei un freelance (ma anche se lavori in agenzia). Partecipare ad un evento è anche e soprattutto fare networking ovvero relazionarsi.

Le persone non sono numeri da collezionare ma relazioni da coltivare.

Attraverso il networking puoi aumentare la portata e la validità della tua rete solo se riesci ad essere (strategicamente) te stesso. Dimostra professionalità, competenza e coerenza e diventerai l’eroe della tua fantastica avventura. Non farlo, critica in modo adolescenziale, non essere recettivo ed empatico e finirai nel dimenticatoio.

Un evento è un incontro fra contenuto, professionisti e competenze. Sfrutta al massimo quest’occasione.

E come direbbe Miranda, that’s all.

Ah, se ancora non hai prenotato il tuo biglietto per l’Inbound Strategies puoi farlo utilizzando il codice sconto CORA25 all’atto dell’acquisto del biglietto. Ci vediamo a Milano il 10 e l’11 marzo? Sarò quella con gli occhiali e lo smartphone!

 

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