Come creare un piano di marketing per la tua azienda

Scopri che cos’è un piano di marketing e come è strutturato. Quali sono le sue fasi e perché è utile alla tua azienda in questo momento storico.

Come creare un piano di marketing per la tua azienda

Piano di Marketing: è proprio necessario per un’azienda dotarsi di un documento strategico nel quale sono racchiuse tutte le informazioni e le azioni necessarie e pianificate nel tempo per raggiungere i propri obiettivi? Sembrerebbe di sì. 

Sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria. Recitava così una canzoncina ipnotica di un famossissimo cartone animato giapponese (ndr. Pollon) che spingeva a sorridere, a non perdere le redini della situazione e a trovare la soluzione creativa ad ogni problema. Tutto molto bello. Peccato che, nella realtà di questa fantasia, il piano falliva sempre. Il motivo? Non era un vero piano!

Si parla continuamente di progettualità sul web: il motivo è semplice, senza organizzare obiettivi, metriche per misurare il loro raggiungimento e quali step servono per farlo è davvero difficile chiamare qualcosa piano di marketing. Anche semplicemente chiamare qualcosa piano diventa complesso. 

Che cos’è un piano di marketing

Un piano di marketing è un documento che ti aiuto a non perdere tempo, avere tutto scritto nero su bianco ed evitare errori. 

Cominciamo a dire cosa non è un piano di marketing: una gabbia, uno schema da cui non si può scappare, qualcosa che assomiglia ad un monolite. Il piano di marketing è prima di tutto uno strumento al servizio della tua azienda. Deve essere di facile consultazione, orientato al cambiamento strategico e necessariamente modificabile in base al processo circolare del marketing: studio, analisi, pianificazione, azione, misurazione. 

Insomma, per essere definito piano di marketing un documento deve contenere tutto ciò che soddisfa il processo: analisi della situazione attuale del brand, pianificazione degli obiettivi strategici e delle azioni da intraprendere, messa in opera della strategia, misurazione dei risultati e aggiustamento in base all’analisi dei risultati stessi. E si ricomincia! 

H2: Piano di marketing: a che punto è l’azienda?

Il discorso è questo: tutte le storie d’amore cominciano un certo giorno ad una certa ora per un dato motivo. La fase di analisi del piano di marketing è esattamente questo: il riassunto della storia del tuo brand, di quello che hai fatto e di che risultati hai ottenuto da quelle azioni. Nello specifico, in questa parte di documento si tengono presenti:

  • indicazioni su tutto quello che è stato realizzato online ed offline dall’azienda fino al momento della redazione del piano;
  • gli asset digitali e non solo dell’impresa (sito web, social media, newsletter, PR e segnali dal web come posizionamento, sentiment e recensioni);
  • le metriche di partenza (analytics e storico delle azioni condotte e dei risultati ottenuti);
  • reputazione dell’azienda in rete (che cosa si dice dell’azienda e dei suoi prodotti, dei suoi progetti e di tutto ciò che la riguarda);
  • il mercato di riferimento e lo scenario competitivo in cui si muove l’azienda;
  • il comportamento e le peculiarità dei concorrenti; 
  • chi sono i clienti e chi i potenziali (da completare con schede estremamente dettagliate su chi sono, come vivono, quali sono i loro comportamenti d’acquisto). 

In sostanza, un buon piano di marketing deve contenere per prima cosa le informazioni necessarie a descrivere il passato e il presente di un’azienda, delle sue azioni e dei risultati che ha ottenuto. Una volta analizzato tutto, si passa alla fase successiva: la pianificazione. 

La fase strategica del piano di marketing

Non esiste un piano di marketing senza una strategia. Cerchiamo di capire dove vuole arrivare l’azienda compreso e analizzato il momento in cui si trova. Quale strada percorreremo e con quali obiettivi? Ecco, la fase di strategia conta proprio su questi due pilastri: il come, il dove e il perché del brand. Andiamo per ordine, però.

  • Stabiliamo obiettivi S.M.A.R.T.: misurabili, temporizzati, concreti, veri. Eliminiamo ogni volo pindarico dalla mente dell’imprenditore e cerchiamo di capire – in funzione degli obiettivi di business, che cos’è meglio perseguire per l’azienda. Un obiettivo è aumentare il proprio bacino di utenza di un tot di unità, ad esempio. Ecco, se i tuoi obiettivi (meglio uno principale e altri a supporto dell’obiettivo principale) assomigliano a questo tienili stretti, altrimenti lanciali dalla finestra. Fisicamente. Non ti servono. Abbiamo poco tempo e tanto da fare.
  • Seleziona le tattiche che vuoi utilizzare per raggiungere il tuo target e le azioni che vuoi intraprendere per soddisfare i tuoi obiettivi. 
  • Stabilisci gli strumenti che vuoi utilizzare per raggiungere quegli obiettivi. Se scegli di realizzare una campagna su Google Ads chiediti se le ricerche che gli utenti fanno a proposito di una chiave di ricerca sono funzionali al tuo business. Insomma, quando scegli uno strumento chiediti più volte “Mi serve davvero?”.

Individuato come affrontare il percorso e con quali armi affrontare la selva oscura, possiamo occuparci di mettere i piedi uno davanti all’altro, dritti verso l’obiettivo: conquistare il cuore del nostro utente e convertirlo in cliente pagante innamorato del nostro brand. Insomma, qualcuno che sia soddisfatto dell’esperienza avuta con il tuo prodotto e pronto a spargere brillantini nel mondo con il tuo nome su. 

Il piano operativo (di marketing)

Realizzare un piano operativo all’interno di un piano di marketing: un essere umano medio lo percepirebbe come una brutta battuta di serie B. “Un piano in un piano”. A che serve? 

Il piano strategico è soprattutto selezione di tutto ciò che si è realizzato nelle fasi precedenti: elimina gli strumenti di troppo, fai un check sugli obiettivi, snellisci le azioni.

Una volta effettuato un check sulle fasi precedenti si passa a stabilire, nell’ordine:

  • che cosa fare (azioni);
  • con quali tempistiche (stabilisci un calendario operativo);
  • con quali strumenti; 
  • parlando a quale target;
  • attraverso quali contenuti (definisci dei modelli di massima);
  • con quali risultati;
  • con quali budget e quali risorse. 

H2: Come si misura l’efficacia di un piano di marketing?

L’ultima fase (o l’inizio del secondo ciclo di marketing a cui si sottopone il brand) è definita comunemente come fase del termometro. 

La fase di misurazione dei risultati delle azioni intraprese è fondamentale. Questa serve a definire se il piano operativo ha funzionato o meno. Se sì, bene: sì va avanti facendo tesoro di tutti i dati raccolti e tirando fuori dalla loro analisi dei suggerimenti che guideranno la fase strategica successiva. Se il tasto è dolente, invece, stessa cosa: si cerca di capire cosa non ha funzionato e si ricomincia. Il piano di marketing (e la fase di monitoraggio) permette di rendere sempre più efficace l’azione delle risorse e dei budget allocati per la campagna di marketing che si sta realizzando, sia essa di lancio di un nuovo prodotto o di posizionamento del brand. 

Conclusioni 

Il piano di marketing rappresenta per ogni brand e per i suoi prodotti una prospettiva di miglioramento continuo. Solo analizzando, pianificando, agendo, misurando e ricalibrando si possono ottenere risultati duraturi nel web. Hai domande o dubbi sulla realizzazione di un piano di marketing per la tua azienda? Lasciaci un commento. 

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Foto di Aleksandr Neplokhov da Pexels

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